Tavola rotonda nel Parco delle Groane

Si è tenuta recentemente, nel suggestivo scenario del Parco delle Groane, una tavola rotonda dal titolo “Biodiversità e habitat fluviali: dalla mitigazione dell’impatto umano alla riqualificazione”, parte di un ciclo di incontri dedicato a natura, biodiversità, cambiamento climatico e habitat organizzato da Insubria Wildlife AP.

All’incontro hanno partecipato Milo Manica di Tutela Anfibi Basso Verbano e Martina Spada di Istituto Oikos, ente capofila del progetto Interreg ECO4TICINO, inserito nel programma Iniziativa Ticino, che si concentra sulla tutela del paesaggio fluviale dell’omonimo fiume.

La conversazione si è aperta con una domanda essenziale: “Perché i fiumi sono importanti?”, a cui i relatori hanno risposto evidenziando il ruolo inestimabile dei corsi d’acqua, veri e propri corridoi ecologici che collegano habitat differenti e permettono la sopravvivenza di numerose specie. Inoltre, svolgono funzioni vitali come la depurazione naturale, il trasporto di nutrienti e la regolazione del microclima.

Entrando nel merito del progetto ECO4TICINO, l’attenzione si è focalizzata su quello che è considerato il più importante corridoio fluviale di connessione tra Alpi e Appennini.
Martina Spada ha illustrato gli interventi previsti dal progetto, che mirano a:

  • rafforzare la collaborazione tra enti territoriali e aree protette, migliorandone le competenze;
  • definire e attuare strategie condivise di conservazione, attraverso azioni di riqualificazione e ripristino di habitat fragili;
  •  coinvolgere attivamente la cittadinanza, per favorire un senso di identità comune tra le popolazioni che vivono lungo il fiume.

Durante la serata sono state inoltre presentate le specie target del progetto: la lontra eurasiatica (Lutra lutra), la testuggine palustre europea (Emys orbicularis) e il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), tutte importanti indicatrici dello stato di salute degli ecosistemi di acqua dolce. Nel dettaglio, il progetto si pone l’obiettivo di preparare la cittadinanza[m1] alla possibile ricolonizzazione spontanea del bacino del Ticino da parte della lontra. Per quanto riguarda la testuggine, oggi le aree idonee alla sopravvivenza della specie sono in progressiva diminuzione a causa di diversi fattori, tra cui i cambiamenti climatici, la perdita e la frammentazione degli habitat. Infine, il gambero di fiume, un tempo ampiamente diffuso nel territorio interessato dal progetto, risulta in progressiva contrazione a causa delle alterazioni dell’habitat, come la modifica delle sponde, la cementificazione e l’inquinamento. A ciò si aggiunge la presenza di specie di gamberi esotici, portatori di malattie letali come l’afanomicosi, nota anche come “peste del gambero”.

L’incontro ha offerto al pubblico un’occasione preziosa per riflettere sull’importanza dei fiumi, sulla loro fragilità e sulla responsabilità collettiva nella loro tutela, con uno sguardo concreto alle strategie di mitigazione dell’impatto umano e agli interventi di riqualificazione ecologica.

Informazioni sui prossimi Biotalks organizzati da Insubria Wildlife AP: www.insubriawildlife.com/it/eventi