Iniziativa Ticino al Convegno CIPAIS

I laghi e i corsi d’acqua sono habitat per specie animali e vegetali e costituiscono anche un elemento essenziale per la gestione del territorio, l’approvvigionamento idrico e le attività ricreative ed economiche. La loro tutela, quindi, non è un compito marginale: richiede collaborazione tra istituzioni, ricerca scientifica e partecipazione attiva dei cittadini, al fine di prevenire inquinamento, salvaguardare la biodiversità e garantire la qualità delle acque per le generazioni future.

© Alessandro Balestrieri

Proprio questi obiettivi erano alla base del 2° Convegno “CIPAIS Laghi: tra protezione e gestione”, che ha riunito istituzioni, ricercatori e stakeholder per fare il punto sulla qualità e la gestione delle acque transfrontaliere tra Italia e Svizzera. All’incontro hanno partecipato anche i partner di Iniziativa Ticino, di cui Istituto Oikos è capofila, le cui azioni si basano sull’attuazione del Piano di Riqualificazione del Corridoio Ecologico del Fiume Ticino 2021-2031 allo scopo di ripristinare il corridoio ecologico del fiume condiviso dai due Stati. Promosso dalla Commissione internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere (CIPAIS), il convegno si è svolto il 23 ottobre 2025 a Villa Giulia – Verbania Pallanza, e ha permesso di condividere con i partecipanti i risultati delle tre sezioni tematiche del triennio 2022–2024, ovvero limnologia, sostanze pericolose e ambienti litorali, concentrandosi sul monitoraggio del Lago Maggiore, del Lago di Lugano e dei principali corsi d’acqua comuni.

Attraverso relazioni tecniche e dati scientifici aggiornati, l’incontro ha messo in luce le principali criticità ambientali e i progressi compiuti attraverso le azioni di risanamento, fornendo un quadro chiaro dell’evoluzione degli ecosistemi lacustri e fluviali condivisi. Tra i risultati emersi dalle diverse analisi, i ricercatori hanno evidenziato il problema delle microplastiche: il 53% dei pesci campionati presentava infatti da uno a tre frammenti di plastica nello stomaco. Tuttavia, non sono emerse solo notizie negative. Le indagini hanno anche mostrato che, negli ultimi 50 anni, la concentrazione di contaminanti come mercurio e rame nei sedimenti è diminuita in modo significativo. Il patrimonio di conoscenze e dati presentato dalla CIPAIS costituisce una base di riferimento utile per tutti i progetti lungo il Ticino, promuovendo coerenza tra ricerca, governance e azioni locali. Dal 1974, la CIPAIS analizza infatti i problemi legati all’inquinamento e alle alterazioni delle acque comuni, promuovendo e finanziando programmi di ricerca che garantiscono la raccolta sistematica di dati idrologici, meteoclimatici e limnologici. La Commissione è composta da due Delegazioni, con rappresentanti delle amministrazioni centrali di Italia e Svizzera, delle Regioni Lombardia e Piemonte e dei Cantoni Ticino, Vallese e Grigioni e fornisce ai governi e agli enti locali strumenti scientifici essenziali per orientare le politiche di risanamento, prevenzione e tutela delle acque transfrontaliere.

© Alessandro Balestrieri

Proprio grazie al patrimonio di conoscenze condivise, per i partner di Iniziativa Ticino la partecipazione al convegno è stata anche un’importante occasione di confronto e riflessione comune. In particolare, è stato possibile fare il punto sul percorso verso il futuro Contratto di Fiume Ticino, previsto dal progetto VISTA TICINO, e sulle attività del progetto ECO4TICINO, entrambe iniziative che operano nell’ambito del programma Iniziativa Ticino. La presenza congiunta di enti e istituzioni di entrambe le sponde, italiane e svizzere, ha rafforzato il dialogo transfrontaliero e sottolineato l’importanza di basare la pianificazione territoriale e ambientale su evidenze scientifiche solide, consolidando la collaborazione tra tutti i soggetti impegnati nella tutela e valorizzazione del sistema fluviale e lacustre condiviso.